Il 2021, l’anno del WiFi 6: ecco cos’è

Con il termine Wi-Fi, Wireless Fidelity, si identifica oggi il meno famoso protocollo 802.11 dell’IEEE. Si è abituati a sentire questa parola ed ogni giorno la “cerchiamo” per aver una connessione più stabile ma soprattutto non a consumo come quella mobile.

Nato nel 1997 il protocollo si è evoluto in maniera parallela ma differente per il mercato Americano ed Europeo. Mentre i primi hanno adottato da subito la frequenza dei 5GHz, 802.11a, in Europa si è scelta la banda “free” del 2.4GHz, 802.11b. L’evoluzione della tecnologia è andata pari passo con l’aumento della velocità di internet diventando sinonimo di stabilità e di semplicità. Chiunque negli anni ha ricercato le cosiddette “reti Wi-Fi”.

Ma come si è adattato alle velocità stratosferiche della rete in fibra di oggigiorno? Ormai non si è più spaventati dal termine Gigabit che risulta di largo utilizzo, dal 5G alla rete in fibra, il protocollo per venire incontro alle esigenze della rete si è evoluto, arrivando così al Wi-Fi 6, 802.11ax.

Il protocollo offre maggiori velocità, da 600 Mbit/s a 9608 Mbit/s in base alla tecnologia MIMO utilizzata, una latenza ridotta del 75% per venire incontro ai giocatori più accaniti che non vogliono rinunciare al piacere del wireless ma soprattutto la capacità di adottatore tecniche utilizzate già nel 5G, ovvero il “beamforming” e l’accesso multiplo a divisione di frequenza, OFDMA. Il beamforming, letteralmente “formazione del fascio”, permette di direzionare il segnale diretto ai dispositivi passando da una forma d’onda omnidirezionale ad una direttiva.

Grazie ad una modulazione QAM-1024 è possibile raggiungere velocità superiori al Gigabit ma velocità è inversamente proporzionale a stabilità o suddivisione equa delle risorse. L’OFDMA permette di venire incontro a queste necessità consentendo al router di inviare nella stessa finestra di trasmissione segnali diversi diretti a più dispositivi, implementando tecniche MIMO, multiple-input-multiple-output, più efficienti. Le performances saranno divise perfettamente tra i vari device quando richieste.

Per un utente medio la velocità è tutto, basta leggere un numero per far scaturire il desiderio di raggiungerlo ma è importante ricordarsi che malgrado ruotiamo ad una velocità di circa 6000m/s, non di sola velocità è fatta la vita. Ecco perché il Wi-Fi6 è la normale evoluzione del Wi-Fi5, perché fornisce anche una sicurezza maggiore adottando lo standard WPA3 e fornendo, in certe condizioni, un consumo in termini di potenza inferiore permettendo di aumentare l’autonomia dei dispositivi.

Il 2021 sarà sicuramente l’anno del Wi-Fi6 che accompagnerà per diversi anni le generazioni. Ci si guarderà indietro scorgendo il Wi-Fi5 sapendo di non poterlo mai abbandonare ma meglio si volgerà lo sguardo al futuro Wi-Fi 6E che invece sarà la vera evoluzione delle reti wireless estendendo alla banda dei 6GHz il range di frequenze utilizzate.

 

E tu cosa aspetti? Aggiorna i tuoi dispositivi ed entra a far parte della rivoluzione!!! Il futuro è già qui!

  • Genny Aprea, Ingegnere delle Telecomunicazioni laureato presso la Federico II, dopo il periodo di ricercatore associato presso CNR ISASI è stato assunto in Kineton in qualità di Broadband Technical Expert di Kineton.

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1 Commento
  • Enzo
    Posted at 18:44h, 20 Gennaio Rispondi

    Complimenti ottimo lavoro

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