Gli aggiornamenti software OTA dal mondo Media/Telco al mondo Automotive

18 Settembre 2015, il venerdì nero del gruppo Volkswagen. Giorno in cui l’EPA (US Enviromental Protection  Agency) denunciò l’installazione di un software illegale in grado di manipolare le emissioni di alcuni modelli rendendoli di fatto illegali. Le verifiche evidenziarono che alcune motorizzazioni non rispettavano le normative ambientali sulle emissioni di Nox (ossido di azoto), causando uno scandalo con ampie ripercussioni sulla quotazione del titolo per il gruppo VAG. Dopo numerosi processi e class action, ai clienti fu data la possibilità di usufruire di un buyback da parte dell’azienda oppure di poter sfruttare le campagne di richiamo. Fu stimato un costo complessivo di circa 9.6 miliardi di dollari. Il richiamo prevedeva l’installazione, presso le officine della rete, di nuovi software che promettevano di rendere le auto aderenti alla normativa Euro6. Ciononostante, dopo oltre 5 anni dall’accaduto, c’è ancora una consistente quota di quei veicoli i cui proprietari non hanno eseguito l’upgrade SW. D’altronde cosa sarebbe accaduto se quelle auto fossero state aggiornate da remoto, semplificando le operazioni e riducendo i costi dell’intervento?

Tesla ha la risposta a questa domanda, prevedendo la possibilità di ricevere aggiornamenti software mediante la tecnologia OTA (over-the-air). Ampiamente diffusa e affermata per la diffusione degli aggiornamenti in ambito tech e mobile, sfrutta la connessione alla rete per scaricare le nuove release software/firmware, garantendo robustezza e semplicità, limitando anche i costi di intervento poiché non c’è bisogno di un operatore dedicato ad ogni installazione su veicolo.

I veicoli integrano un modulo 4G (in futuro ovviamente non mancherà il supporto al 5G), che oltre a portare gli infotainment ad un livello successivo rispetto ai competitor, consentono all’auto di verificare autonomamente la presenza di una nuova release sul repository e di avviare tutte le procedure per eseguire la corretta installazione, in maniera rapida e trasparente per la quotidianità dell’utente. Quest’ultimo non dovrà quindi sottoporsi a lunghe attese in officina e contemporaneamente vedrà le prestazioni e l’autonomia della sua auto migliorare negli anni, rendendo il suo ciclo di vita più lungo e sostenibile.

L’ampia applicabilità di questa metodologia, abbinata in particolari casi alla presenza di appositi canali di telemetria utilizzati per conoscere la quantità dei device impattati dagli updates, ha reso quella degli OTA la tecnologia più diffusa per garantire il costante aggiornamento dei prodotti anche in settori molto diversi rispetto a quelli in cui opera Tesla, come quello Media e Telco. In questi settori Kineton è impegnata anche con attività di verifica e validazione delle release software rilasciate dai produttori di Smart TV, set-top-box e moduli CAM, così da garantire ai clienti dei principali broadcaster italiani la corretta fruibilità dei contenuti pay-per-view.

Dal punto di vista economico, le proiezioni del settore degli aggiornamenti OTA sembrano essere molto positive, con una previsione di una crescita imponente di auto connesse con la presenza di 92 milioni di nuove unità immatricolate entro il 2024. Sono molte infatti le big del mondo IT e Telco come Samsung, Qualcomm, Bosch e Akamai che continuano ad investire per costruire infrastrutture specifiche per i grandi marchi del mondo Automotive.

  • Inizia la formazione in Kineton nel gennaio 2019 e riesce subito ad emergere nella sua classe grazie ad idee brillanti ed innovative.

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1 Commento
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    Posted at 01:19h, 21 Luglio Rispondi

    Well I sincerely liked studying it. This tip offered by you is very helpful for good planning.

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